
Gabriele Del Grande a Biella presenta il suo ultimo libro
Il mare di mezzo, al tempo dei respingimenti
"Sant' Agostino era africano. Oggi che fine avrebbe fatto?". Il nuovo libro che G. Del Grande presenterà a Biella il 2 Luglio (alle 18, presso il Centro Culturale Islamico)
di Max Hirzel
Ancora Mediterraneo, mare di mezzo e passaggio obbligato di destini, speranze, tragitti, spesso interrotti. Dopo Mamadou va amorire, la strage dei clandestini nel Mediterraneo, Del Grande va oltre, in tutti i sensi: tre anni d'inchieste in costante movimento tra l'Algeria e i Cie italiani, la Tunisia della rivolta di Redayef e la Sicilia dei pescatori salvatori di anime, i centri di detenzione libici e le storie della diaspora eritrea e somala, passando per Egitto, Burkina Faso e le rosarno italiane.
Una domanda di fondo: se i migranti continuano a partire e gli sbarchi spariscono, almeno dagli schermi, dove finiscono queste persone? In questo nuovo lavoro Gabriele conferma doti e caratteristiche, che rispetto al libro precedente risultano in qualche modo ampliate, espanse: tutto è più completo, i colori più saturi, il ritmo serrato, lo stile avvincente tanto da accostarsi a tratti a un giallo o a un libro d'avventura, non fosse che è tutto reale. E' infatti giornalismo allo stato puro, anche se la grande stampa ha snobbato l'uscita del libro.
Mentre si parla della fine del grande giornalismo d'inchiesta, Del Grande presenta tutte le componenti che lo contraddistinguono: è infaticabile e testardo nel suo cercare per vedere e capire, di persona. Meticoloso nel lavoro di verifica, ha tessuto in pochi anni una rete impressionante di contatti, una "rete della solidarietà", come la definisce, che passando spesso per vie diverse dalle consuete fonti gli permette di ottenere informazioni di prima mano. Non manca neanche di coraggio, come dimostra in particolare nell'inchiesta sulla rivolta dei lavoratori di Redayef, in quella Tunisia che agli occhi dei turisti pare esempio di apertura occidentale mentre mostra un altro volto nel reprimere le forme interne di dissenso (detto per inciso, l'Italia ha negato il diritto d'asilo ai lavoratori tunisini sfuggiti alla repressione, rimandandoli al mittente: atto ignobile, oltre che criminoso, leggere il libro per capire meglio). Infine, ultima ma affatto da meno, l'empatia, tratto presente in tutto il suo lavoro e non scontato in un giornalista: lo si percepisce costantemente vicino al dolore delle storie che racconta.
Il quadro che il libro traccia è chiaro: le partenze continuano come gli sbarchi, anche se ridotti e senza telecamere, così da poter celebrare il successo dei respingimenti con cui Europa e Italia condannano i discendenti di Sant'Agostino, per la tranquillità degli italiani addomesticati ad accettare come inevitabile il sacrificio di un mare di vite interrotte. Ci guadagnano in tanti, sulle due sponde del mare di mezzo.
Dimenticavo, Gabriele ha 28 anni, non è cosa da poco.
Del Grande sarà nostro ospite a Biella per presentare il nuovo libro venerdì 2 luglio, alle 18, presso il Centro Culturale Islamico, a Biella Chiavazza
di: max hirzel 15/06/2010 - storie |
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